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Bimbi dimenticati in auto, ecco il seggiolino che avverte i genitori

Tante, troppe tragedie. Distrazioni fatali, bambini che restano in auto. E muoiono asfissiati. Così, parte dalla Sicilia una soluzione al problema dei bambini dimenticati in auto: dopo la tragedia di luglio, costata la vita a una bimba di pochi mesi, l’assessore regionale ai trasporti della Regione Toscana, Vincenzo Ceccarelli aveva scritto al ministro Graziano Delrio ed al viceministro Riccardo Nencini per segnalare al governo l’esistenza di un dispositivo - ideato e brevettato tre anni fa da una scuola di Bibbiena (Ar) – in grado di “avvisare” i genitori nel caso in cui il bambino resti chiuso in macchina. “All'indomani dell'ultima tragedia – ha spiegato Ceccarelli a Repubblica - mi ero assunto l'impegno di far conoscere al governo l'esistenza di questo progetto dell'istituto fermi di Bibbiena. Se nel nuovo codice sarà prevista l'obbligatorietà di strumenti come questo a bordo delle auto, credo che l'idea dell’istituto tecnico di Bibbiena potrà trovare un grande campo di applicazione e molti bambini saranno più al sicuro".
Il progetto, denominato “Ricordati di me”, è stato inventato e realizzato dagli studenti dell'Isis fermi di Bibbiena (Ar). Si tratta di un seggiolino che avverte i genitori nel caso in cui il bambino sia rimasto chiuso in auto accendendo le frecce, facendo suonare il clacson e addirittura inviando sms ai loro cellulari e ad altri numeri impostati. Affinché l’allarme scatti devono verificarsi contemporaneamente quattro condizioni: bambino appoggiato sul seggiolino, spegnimento del motore dell'auto, apertura della portiera, uscita del guidatore. E’ prevista anche la possibilità di attivare un a scheda gps che consenta di localizzare l’auto.

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Bollo auto, addio alla cartella dopo tre anni

Tenetevi forte, amici di Yudrive: se il bollo auto cade in prescrizione il contribuente non è più tenuto a pagarlo. Volete i dettagli? Se entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello in cui l'accertamento è divenuto definitivo, il contribuente non riceve un sollecito di pagamento o una cartella da parte di Equitalia, Agenzia delle Entrate o altro ente preposto alla riscossione, il tributo non sarà più dovuto.
Come ricorda lo Studio Cataldi a stabilirlo è l'art. 1, comma 163, della legge 296/06, il quale afferma che il titolo esecutivo (ossia la cartella di pagamento) deve essere notificato, pena la decadenza, entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello in cui l'accertamento è divenuto definitivo. Si tratta di una posizione avvalorata dalla giurisprudenza, come dimostra la recente sentenza della Commissione tributaria provinciale di Catanzaro che avalla un orientamento sempre più favorevole al termine triennale in luogo di quello decennale sostenuto da diversi precedenti, anche di Cassazione (sent. n. 701/2014, S.U. sent. n. 5791/2008), in considerazione della presunta natura erariale del credito.
Al contribuente, tuttavia, è richiesta una particolare attenzione nel calcolo, al fine di verificare se il bollo auto è ancora dovuto o meno. La legge specifica che la prescrizione si ha per compiuta se non vi è stata alcuna notifica fino al 31 dicembre del terzo anno successivo a quello in cui l'accertamento è divenuto definitivo. In pratica, per il pagamento dovuto nel 2016, il termine triennale va conteggiato dall'1 gennaio 2017 (anno successivo a quello di riferimento per il tributo). La prescrizione si compirebbe quindi a partire dall'1 gennaio 2020, ossia trascorsi 3 anni da quello in cui l'accertamento è divenuto definitivo.
Tale termine di prescrizione può essere interrotto se al contribuente giunge un avviso di accertamento o una cartella di pagamento (si fa riferimento alla data di ricezione dell'atto e non a quella di spedizione). In tal caso, la prescrizione interrotta inizia a decorrere nuovamente dal momento della ricezione dell'atto, per altri tre anni. Un orientamento condiviso dalla Commissione tributaria provinciale di Bari, sent. n. 3647/04/15, che ha confermato che, se sono trascorsi più di 3 anni dalla ricezione di un avviso di accertamento relativo a tasse automobilistiche, senza che sia mai stata notificata da Equitalia alcuna cartella di pagamento, il credito va ritenuto prescritto anche se è stato iscritto a ruolo e appare nell'estratto conto di Equitalia stessa.
Stesso risultato qualora l'avviso di accertamento sia stato notificato entro i termini, ma, entro i successivi tre anni, non sia intervenuto nessun altro atto interruttivo della prescrizione. La prescrizione del bollo, va contestata innanzi al giudice tributario entro il termine di impugnazione della cartella esattoriale (60 giorni dalla notifica), e in caso di mancato pagamento del bollo auto, Equitalia può disporre il fermo amministrativo del veicolo.
Tuttavia, se il tributo è prescritto, il provvedimento di iscrizione al Pra del blocco è illegittimo e può essere impugnato: in tal caso, su Equitalia grava l'obbligo di esibire l'originale della relata di notifica o dell'avviso di ricevimento della raccomandata, per provare che il plico è stato correttamente consegnato al titolare del mezzo nei termini. Parimenti illegittima anche l'ingiunzione di pagamento per il bollo auto se il fisco non produce in giudizio l'originale dell'avviso di ricevimento dell'accertamento spedito con raccomandata.

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Arriva l’auto elettrica che si ricarica a energia solare

Bisognerà aspettare il 2018, ma la prima auto elettrica ricaricabile con energia solare, con prezzi popolari, è già quasi realtà. Omologata per sei passeggeri, progettata in Germania e finanziata in crowdfunding, Sion è la prima vettura elettrica solare al mondo destinata alla produzione in serie. I prezzi sono decisamente popolari e partono da 12.000 euro (batterie escluse, per le quali è previsto un canone di noleggio mensile), con autonomia massima di 250 km. Insomma, la rivoluzione potrebbe essere dietro l’angolo, contribuendo in modo significativo ad avvicinare la mobilità alternativa auspicata dall’Unione Europea.
I papà di Sion sono tre neolaureati: come ogni storia che si rispetti, il progetto nasce in un garage, a Monaco di Baviera, con una star-up che si chiama Sono-Motors e che dà vita al  primo prototipo d’auto elettrica a pannelli solari. Vi ricorda la Apple, vero?
Sion, oggi, è vicinissima a finire sul mercato: si tratta una berlina a cinque porte e sei posti, lunga 4,11 metri e realizzata facendo ampio ricorso a materiali leggeri e al tempo stesso resistenti quali il policarbonato e il poliuretano termoplastico. La batteria al litio da 30 kWh consente, come accennato, un’autonomia massima di 250 chilometri: l’auto può contare su di una superficie di 7,5 metri quadri di pannelli solari , che, durante la giornata, consente di recuperare una carica sufficiente a una percorrenza aggiuntiva di 30 km. Insomma, una piccola rivoluzione. Siete pronti?

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Case, presa per auto elettriche obbligatoria dal 2017

Prese elettriche esterne nelle quali inserire la spina per ripristinare la batteria delle auto elettriche. Una nuova normativa, in fase di approvazione, potrebbe portare una rivoluzione nelle case degli italiani. Agevolando la rivoluzione nell’uso di mezzi di trasporto non elettrici.
Non solo per quanto riguarda l’edilizia privata: anche altrove verranno allestite infrastrutture con punti di ricarica per veicoli verdi e punti di rifornimento di gas naturale liquefatto e compresso, idrogeno e gas di petrolio liquefatto. E’ quanto prevede una norma dell’Unione Europea, alla quale l’Italia dovrà adeguarsi entro il primo giugno 2017. A partire da quella data, i singoli Comuni non potranno rilasciare permessi a costruire edifici residenziali e non residenziali con superficie superiore a 500 mq se non è prevedono l'allaccio per l'installazione di infrastrutture elettriche da utilizzarsi per la ricarica dei veicoli.
Quello che al momento è solo uno schema di decreto legislativo, dunque, potrebbe rivelarsi il primo passo di una rivoluzione silenziosa, che passa naturalmente attraverso l'approvazione definitiva del testo che il Consiglio dei ministri invierà alle Camere per l’approvazione e la successiva restituzione al governo, che dovrà emettere il vero e proprio decreto definitivo.
L’obiettivo malcelato è quello di attenuare l’impatto ambientale del parco veicoli nel settore dei trasporti, incentivando la diffusione di auto elettriche.
Di più: per ridimensionare l’impatto estetico delle auto nei centri urbani, per gli edifici residenziali di nuova costruzione con almeno 50 unità abitative, il numero di spazi a parcheggio e box auto non dovrà essere inferiore al 20% di quelli totali.

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